Riapertura discarica Ascoli. Comitati di tutela ai sindaci : sospendere i lavori, no ai rifiuti nel Parco Ascensione !

 

Ascoli Piceno 19 luglio.- I comitati Tutela Colline Picene, Tutela del Bretta e Ci RifiutiAmo, insieme con il Movimento a difesa del cittadino, dopo aver presentato due ricorsi al TAR Marche contro la società Geta e la Provincia di Ascoli Piceno che ne ha autorizzato le attività, in attesa della sentenza definitiva, hanno presentato una richiesta urgente di sospensione dei lavori di riapertura della prima vasca della discarica lolcale, chiusa ormai da anni. Chiedendo “con forza all’Assemblea dei Sindaci di non autorizzare il rientro dei rifiuti indifferenziati nel territorio provinciale, ma di attendere la risposta del TAR che in questi casi è sempre rapida.”
Per i Comitati del comprensorio collinare ascolano “i sindaci della zona sanno che i nostri calanchi rappresentano una bellezza unica nel paesaggio italiano, tanto che 13 comuni del Piceno e del Fermano si sono associati per costituire il Parco dell’Ascensione e dei Calanchi e numerose associazioni hanno già aderito, e si stanno attivamente adoperando, ad un bel progetto di valorizzazione naturalistica e turistica.
“La Valle del Bretta  ( nella foto) – aggiungono – è parte di questo Parco ma la politica ne vuole fare un enorme immondezzaio, compromettendo così tutto il programma perché ormai è fossilizzata su come ricavare, o risparmiare, denaro con la gestione delle discariche: anni spesi a discutere su Geta e Relluce, mentre l’Europa approvava il pacchetto sull’economia circolare. ” I Comitati del piceno ricordano che “già con la comunicazione del 26 gennaio 2017 la Commissione europea ha mandato in soffitta le discariche e gli inceneritori, invitando gli Stati membri a rispettare la gerarchia dei rifiuti, che assegna assoluta priorità alla prevenzione e al riciclo.
E noi ancor prima, nel 2016, avevamo indicato la strada giusta proponendo ai Comuni del Piceno di aderire alla strategia Rifiuti Zero ed individuando anche un supporto scientifico nella Scuola di Ecodesign dell’Università di Camerino. Ciò avrebbe consentito di uscire dal limbo del 65% di raccolta differenziata e raggiungere l’obiettivo dell’85% che oggi viene finalmente evocato, senza peraltro mettere in campo azioni per raggiungerlo.
Questo è l’unico modo per ridurre i costi per i cittadini – perché meno tonnellate in discarica costano molto meno e il recupero dei materiali è ben remunerato – insieme all’introduzione della tariffa puntuale, che riduce i costi in bolletta e fa aumentare la differenziata, dando a ciascuno la responsabilità dei rifiuti che produce.”

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