Troia brucia come il mondo moderno. L’attualità tragica di Seneca all’Anfiteatro Romano di Urbisaglia

Martedì 31 luglio l’Anfiteatro Romano di Urbisaglia ospita “Troiane” di Seneca nell’adattamento di Fabrizio Sinisi e la regia di Alessandro Machìa.

In una Troia avvolta dalle fiamme dall’inizio alla fine della tragedia, Seneca mette in scena un universo segnato dal lutto, dalla perdita del controllo sulle passioni, in cui l’umano si afferma soltanto nella sua possibilità di fare il male. Gli dèi sono ormai presenze lontane e insignificanti, c’è solo l’uomo nella sua infinita solitudine e sofferenza.  A dominare è la guerra. E la morte, considerata anche come liberazione dal dolore e dall’assurdo della vita. “Troades –che da più parti è stata definita “la più teatrale delle tragedie di Seneca” – scrivono i curatori dell’opera- rivela una straordinaria modernità nel rappresentare il demoniaco che abita l’interiorità dell’uomo e il male di cui è capace, grazie anche a una lingua asciutta e affilata e a una struttura che si avvicina a una scansione quasi cinemataografica della narrazione.”

Seneca emerge come “nostro contemporaneo” nel ritrarre il rapporto tra la dimensione pubblica del potere e quella privata della paura della morte e nel dare alla parola una carnalità e un furore che riesce a farsi vera e propria “azione”; una testualità spettacolare, cifra della modernità del modello tragico proposto da Seneca, dove la tragedia non assolve più a una funzione stabilizzante, ma afferma in sé l’impossibilità di qualsiasi redenzione.

 

Lo spettacolo in scena martedi 31 luglio, è proposto nell’ambito del TAU/Teatri Antichi Uniti, ventesima rassegna regionale di teatro classico . L’interpretazione è affidata agli attori Edoardo Siravo, Paolo Bonacelli ( nella foto), Valeria Ciangottini insieme con Alessandra Fallucchi, Silvia Siravo, Cecilia Zingaro e Elena Crucianelli . 

 

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