Covid, a Pesaro parenti delle vittime denunciano sanitari e aziende

Pesaro 13 ottobre.-  Fioccano le denunce dei parenti delle vittime del Covid nel Pesarese. Almeno 20 residenti hanno presentato esposti alla magistratura sia a Pesaro che ad Urbino, sostenendo che gli operatori sanitari delle strutture coinvolte non hanno svolto un adeguata assistenza ai loro congiunti. Ma le loro denunce sono contro Rsa, negozi, aziende che in qualche maniera non hanno agito in maniera corretta e utile a salvare la vita ai loro familiari. Nella primavere scorsa nella provincia di Pesaro morirono 523 persone, una parte delle quali si pensa per complicazioni dovute al coronavirus oltre che alla patologie pregresse di molto pazienti, in grande maggioranza anziani ( età media dei deceduti nelle Marche, fu di 79 anni). Secondo il Resto del Carlino, molti esposti fanno riferimento alle dichiarazioni del primario di neurochirurgia di Pesaro, Letterio Morabito che all’epoca dei fatti dichiarò che i medici dovettere scegliere chi curare e chi no, per mancanza dei respiratori necessari. Un’affermazione che fu subito smentita dai vertici del Servizio sanitario della Regione. Ora saranno le Procure – cosi come sta accadendo a Bergamo e in altre zone della Lombardia – a dover verificare cosa sia effettivamente accaduto. Ma sarà poi vero che con le metodologie usate a marzo e aprile erano utili a salvare i pazienti più gravi ?

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