Il “Belcanto” e le sinfonie per Rossini

Pesaro. – Giovedì 24 agosto alle 21 presso la Corte Malatestiana di Fano , con replica sabato 26 agosto presso la Piazza Duca Federico di Urbino , il Festival Nazionale Il Belcanto ritrovato propone un’antologia di sinfonie e arie composte perlopiù su commissione di Gioachino Rossini, spesso impegnato in vere e proprie corse contro il tempo per consegnare le proprie opere rispettando i termini imposti dai committenti.

La data coincide con il giorno che, ormai da qualche anno, la Fondazione Teatro della Fortuna ha individuato come compleanno per il teatro cittadino; il 24 agosto 1863 il Teatro della Fortuna veniva inaugurato e aprendo ufficialmente le sue porte al pubblico mostrava in tutta la sua bellezza il sipario storico di Francesco Grandi.

Il Belcanto ritrovato è alla continua ricerca e valorizzazione dei compositori attivi nella prima metà dell’Ottocento, che per tanti motivi tutt’altro che musicali sono stati dimenticati dalla Storia.

Il programma del concerto lirico sinfonico “I Nostri per Rossini” è un’antologia di brani composti dai “Nostri” compositori (cioè quelli che il Festival sta riportando alla luce), che troviamo però nelle opere di Gioachino Rossini: molte sono commissioni dello stesso Rossini, ma non mancano brani posteriori alla prima esecuzione dell’opera.

La maggior parte del programma, quindi, è già nota al pubblico, perché parte integrante dell’esecuzione delle opere rossiniane così come le ascoltiamo ancora oggi (ad esempio l’aria di Haly da L’italiana in Algeri), ma pochi sanno che la firma non è di Rossini, il che testimonia la qualità di questi inserti rispetto al resto delle opere in cui sono inseriti, e quindi il valore di questi collaboratori.

Purtroppo ancora oggi non sono noti i nomi di tutti gli autori di queste aggiunte, anche perché alcuni di loro lavoravano dietro le quinte in veste di maestri collaboratori, di maestri al cembalo o come semplici copisti. Di alcuni brani invece sono note le firme, spesso prestigiose: da Pietro Romani a Giovanni Tadolini, all’epoca molto celebri in Italia, da Stefano Pavesi a Michele Carafa e Giovanni Pacini, che hanno goduto in vita di una fama addirittura internazionale.

I solisti del concerto sono stati selezionati e indicati dall’Accademia Rossiniana Alberto Zedda, il cui direttore artistico è il M° Ernesto Palacio: dagli unanimi consensi per il cast dell’opera “Cecchina, suonatrice di ghironda”, andata in scena l’anno scorso al Rossini di Pesaro, al trionfo annunciato dell’opera “Il birraio di Preston” di quest’anno, la sinergia tra Accademia Rossiniana e Festival Il Belcanto ritrovato si conferma foriera di sicuri successi. Infatti per questo concerto il pubblico avrà il piacere di ascoltare il soprano Lyaila Alamanova, il tenore Víctor Jiménez e il basso Alessandro Abis: tre artisti tanto giovani quanto affermati, cresciuti in seno all’Accademia Rossiniana e ora già avviati alla carriera internazionale.

Sul podio tornerà a Fano un giovanissimo direttore d’orchestra, Riccardo Bisatti, classe 2000, che nonostante la giovane età si è già imposto nel panorama della direzione d’orchestra come uno dei giovani artisti più promettenti: già vincitore di concorsi internazionali in tutta Europa, ha diretto per importanti festival e associazioni da Milano a Roma, da Orléans a Oslo. Ha inoltre ricevuto di recente il Premio Abbiati 2022 “Filippo Siebaneck” e la critica lo ha definito “una delle migliori scoperte direttoriali degli ultimi anni”. È attualmente “direttore in residence” presso il Teatro Regio di Torino.

Organizzatrice e orchestra principale del Festival, la Sinfonica Rossini aprirà la serata con la virtuosistica sinfonia dell’opera rossiniana “Demetrio e Polibio”, pagina che ancora oggi gli studiosi non riescono ad attribuire con certezza a Gioachino Rossini o a Domenico Mombelli o qualche altro… nostro per Rossini!

L’Orchestra, recentemente nominata “Istituzione Concertistico Orchestrale” (prima istanza) dal Ministero della Cultura, accompagnerà nella sua veste più sinfonica i solisti nelle arie “non rossiniane” tratte da “L’italiana in Algeri”, “Il barbiere di Siviglia”, “Cenerentola” e tante altre, con l’aggiunta di un prezioso duetto da “Adina” e un terzetto composto dal bolognese Giovanni Tadolini per lo Stabat Mater, poi sostituito in un secondo tempo da un brano firmato dal Cigno di Pesaro.

Terminerà la serata una sorpresa dedicata al main composer dell’edizione 2023 del Festival Nazionale Il Belcanto ritrovato: il napoletano Luigi Ricci. L’indizio per indovinare la sorpresa è la parola… tarantella!

Il cartellone del Festival prevede anche l’esecuzione dell’opera di Luigi Ricci “Il birraio di Preston”, un concerto dedicato ai compositori operisti marchigiani attivi nella prima metà dell’Ottocento e uno dedicato a compositori dello stesso periodo nati nella inesauribile fucina musicale di Napoli.

foto : Orchestra Sinfonica Rossini

 

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