Appello dell’Osservatorio di San Benedetto: “Non chiudiamo Nidi e scuole d’infanzia”

Da Tonino Armata, responsabile dell’Osservatorio permanente infanzia e adolescenza¬†del comune di San Benedetto del Tronto, riceviamo e volentieri pubblichiamo:

San Benedetto.-“Non accadeva esattamente da un anno, marzo 2020.¬†Secondo i dati di Tuttoscuola¬†circa 7 milioni di studenti, tornano in Dad. Smettono di frequentare la scuola in presenza e restano a casa.

Prima di arrivare alla chiusura totale si potevano e si dovevano tentare altre strade. Tanto per cominciare dare mascherine Ffp2 a tutto il personale. E poi: perch√© non fare delle rotazioni e abbassare la percentuale di presenza senza arrivare al 100% anche per il I¬į ciclo? Diamo ai ragazzi almeno la prospettiva di qualche giorno a settimana in cui dover fare lo zaino e prepararsi ad andare in classe a condividere momenti di vita scolastica e sociale con i compagni.

Se davvero la scuola √® considerata una priorit√† e non un peso, la chiusura di tutti gli istituti di ogni ordine e grado √® una misura eccessiva. √ą stato detto che le “varianti incidono maggiormente dai 10 anni in su”. Perch√© allora chiudere nidi, infanzia e primaria? Si possono conoscere i dati che motivano questa scelta? Mi sarei aspettato almeno la tutela dei pi√Ļ piccoli e delle loro famiglie (quasi sempre mamme che devono fare i conti con gestione dei bambini e del lavoro).

Mi sarei aspettato la tutela dei figli di chi opera nei servizi pubblici essenziali. Cos√¨ √® stato per mesi, oggi non pi√Ļ. Il Ministero dell’Istruzione, qualche giorno fa, prima ha detto di s√¨, poi ha fatto marcia indietro. Ora mamme e pap√†, medici o infermieri non hanno pi√Ļ la possibilit√† di mandare i figli in classe. Figli di persone gi√† vaccinate, ricordiamolo. E questo mi dispiace.

La¬†scolarizzazione¬†e l’istruzione sono l’unico volano per lo sviluppo e sono¬†fondamentali per i bambini piccoli.¬†Non solo, la possibilit√† di affidare i propri figli a delle strutture che operano in piena sicurezza permette ai genitori di affrontare al meglio la vita lavorativa. In un momento delicato come questo, chiudere un servizio essenziale come gli asili e le scuole per l’infanzia √® un danno incalcolabile.¬†Come coordinatore dell’Osservatorio permanente comunale infanzia e adolescenza, chiedo che, almeno gli asili, vengano tenuti aperti;¬†perch√© l’educazione e la scolarizzazione sono l’unico volano per un futuro di sviluppo;¬†perch√© gli educatori e gli operatori dei centri educativi per la prima infanzia garantiscono cura e attivit√† ludico didattiche ai bambini in totale sicurezza;¬†Perch√© i bambini hanno bisogno di stare tra pari in ambienti sicuri e protetti;¬† Perch√© senza asilo nido e scuola dell’infanzia il lavoro si ferma;¬†Perch√© la scuola di ogni ordine e grado deve essere considerata come un¬†servizio essenziale.

Secondo il governo i genitori che possono lavorare a distanza possono anche tranquillamente occuparsi dei loro bambini senza nido o scuola materna, cos√¨ come di quelli di poco pi√Ļ grandi occupati con la Dad, surrogando anche la mancanza di compagni di giochi. E fare fronte alla normale irrequietezza e bisogno di attenzione di bambini che hanno perso, insieme ai loro riferimenti quotidiani, anche i coetanei e la possibilit√† di utilizzare gli spazi attrezzati all’aperto. Questo non √® accettabile.”

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