Trattori e mezzi agricoli al lavoro per per pulire le strade dal ghiaccio e della neve in tutta la regione e aziende in difficoltà per blackout che hanno interessato soprattutto la zona di San Severino Marche. La situazione sembra essere tornata alla normalità solo questa mattina dopo 30 ore senza corrente elettrica e gravi disagi per una trentina tra aziende agricole e stalle. Gli allevatori sono dovuto tornare all’antica per mungere a mano mucche, capre e pecore, rifocillare gli animali e tenerli al caldo con l’uso di generatori. Il tutto a causa delle forti nevicate che, nella notte tra domenica e lunedì hanno interrotto 10 chilometri di linee elettriche. Elettricità che è mancata anche alle case del paese fino alle 19 di ieri sera. “Una situazione che – denuncia Coldiretti Marche – che aggrava le difficoltà di chi è costretto a fare i conti con l’emergenza post sisma. Nelle stalle non hanno funzionato le celle di refrigerazione e si è rischiato di perdere la produzione di latte e formaggi. Occorre fare presto per tornare alla normalità e consentire le vendite per le feste di Natale in una situazione in cui lo spopolamento ha provocato il crollo del mercato e messo a rischio la sopravvivenza delle aziende”. “Per il terzo anno consecutivo – aggiunge la presidente di Coldiretti Marche, Maria Letizia Gardoni – le popolazioni colpite dal sisma devono fare i conti anche con la rigidità di un inverno vissuto in condizioni di estrema precarietà. Il rischio dello spopolamento e dell’abbandono sta aumentando in maniera vertiginosa e questo rappresenta un danno incalcolabile non sono per la nostra regione ma per tutto il Paese”. Oltre alla neve, caduta copiosa su tutto l’appennino con punte di 40 centimetri nella zona di Urbino e nell’entroterra pesarese, a Fabriano ma anche nell’ascolano e nel fermano, si teme per le gelate mattutine che potrebbero pregiudicare le coltivazioni delle verdure invernali.