Bufera su Pazzaglini, ma i donatori lo difendono : “Soldi spesi per commercianti di Visso”

Ascoli Piceno 24 gennaio.- “Pazzaglini ha fatto quello che doveva fare e che noi gli avevamo chiesto di fare sulla base delle richieste pervenute dai commercianti terremotati di Visso. Le casette per i negozi le abbiamo viste realizzate e questo è tutto.”

Carlo Sirocchi, presidente del Gruppo motociclistico “New Riders” di Porto Recanati che effettuò nel 2017 insieme ad altri, una donazione di 12 mila euro ai residenti del borgo distrutto dal sisma, difende a spada tratta il senatore leghista indagato per peculato.

E spiega una questione importante : “Noi quell’assegno lo consegnammo a Pazzaglini non come sindaco di Visso, quindi come pubblico funzionario, ma come persona di fiducia che doveva utilizzare la donazione per i fini previsti, senza lungaggini burocratiche e tempi morti. E così  è stato, secondo noi ”.

Sirocchi, che è stato per 5 anni assessore al bilancio del comune di Porto Recanati, e quindi sa come funzionano le cose della politica e dell’amministrazione in Italia, ricostruisce l’intera vicenda finita nell’occhio del ciclone negli ultimi giorni.

“Un organizzazione composta dal mio gruppo motociclistico, dal motoclub di Civitanova “Amici di strada” e dalla concessionaria Moto Nardi di Macerata decise di fare qualcosa di concreto per Visso e dopo aver parlato a lungo con il sindaco e i terremotati, decise di aiutare i commercianti del paese che non avevano più una sede per le loro attività. Il 14 marzo 2017 – ricorda – facemmo un raduno nel borgo dei Sibillini portando sul posto 1200 persone, le quali donarono ognuna 10 euro . In totale quindi 12 mila euro ( dal quale vennero tolte solo alcune spese vive) che confluirono in un assegno che consegnammo a Pazzaglini qualche giorno dopo, d’accordo con i commercianti stessi. “

Perché non versaste i soldi al Comune, o anche su un conto corrente da mettere poi nella disponibilità di un referente di Visso ?

“Perché  volevamo che quei denari venissero utilizzati subito, per costruire i box in legno a favore dei negozianti locali : come effettivamente avvenne nel giro di un anno. Con modalità diverse invece, ci sarebbe voluto molto più tempo : delibere, sblocco dei fondi, passaggi vari, ritardi. Fu una donazione fatta da privati a favore di privati – puntualizza Sirocchi, già colonnello dell’Esercito – con Pazzaglini come referente in quanto persona di fiducia, nostra e dei residenti: null’altro”.

Quindi per lei il sindaco non intervenne nel progetto come funzionario pubblico ?

“Non credo che questo si possa affermare, visto che ripeto, era una donazione di privati  a favore di altri privati. “

Pazzaglini ha detto che quei soldi sono stati spesi per le finalità indicate dai donanti a favore dei benificiari. Ma a lui viene contestato il fatto che non vi sia documentazione di queste spese.

“Io non posso credere che non vi sia fatturazione di quanto costruito, e in tempi brevi – risponde il presidente dei New Riders. Comunque sia non spetta a me accertarlo. Io  posso dire solo che circa un anno dopo la consegna dell’assegno, le casette in legno per i negozi erano state realizzate e noi siamo stati invitati ad apporre delle targhette sulle 4 strutture finite, con tanto di cerimonia pubblica. Naturalmente – aggiunge – non posso sapere se siano stati usati altri fondi.”

Lei come si spiega quello che sta accadendo intorno a questa donazione  e alla bufera improvvisa che ha scatenato ?

“Non posso certo conoscere tutti i fatti collegati o nascosti che possono esserci dietro. Di certo prima del sisma, Pazzaglini era solo il sindaco di un piccolo paese di mille abitanti, ora invece è un senatore di un partito come la Lega che è al Governo…”

 

 

 

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