Carte da gioco e giochi di carte italiani: una storia affascinante

L’Italia è grande e le tradizioni, da nord a sud, si differenziano a seconda della storia che ha interessato le diverse regioni dello stivale. Le carte da gioco italiane e i giochi di carte non fanno eccezione.

Le carte hanno infatti una storia che corre parallela a quella dell’uomo e si è evoluta in tante direzioni. Basti vedere quanti mazzi di carte esistono al mondo, alcuni dei quali davvero particolari e curiosi, e lo stesso vale per i giochi di carte, legati a tradizioni locali, internazionali o peculiari di una piccola comunità.

Le carte da gioco diffuse in Italia sono spesso una testimonianza concreta delle dominazioni straniere: non è un caso, infatti, che le carte più diffuse nel nostro paese siano di derivazione spagnola e francese.
Possiamo racchiudere in due macrogruppi: le carte di origine spagnola e regionali italiane, con bastoni, coppe, denari e spade come semi, e le carte di origine francese, con cuori, quadri, picche e fiori come semi. Abbiamo poi altri tipi di mazzi, come quelli di origine tedesca, le carte siciliane e le varianti regionali.

Le carte di origine spagnola sono le più diffuse nel nostro paese, utilizzate per giochi tradizionali come scopa e sette e mezzo. Le più famose sono le carte napoletane, tipiche della Campania, dell’Abruzzo, della Puglia e delle altre regioni del Sud. Le piacentine, invece, sono diffuse soprattutto in Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Lazio.

Le carte di gioco francesi, solitamente senza indici, comprendono le varianti lombarde, fiorentine, piemontesi e genovesi e sono tipiche del nord Italia (ma anche della Toscana).

Le carte tedesche, invece, sono caratteristiche della provincia di Bolzano e hanno semi differenti rispetto agli altri mazzi di carte dello Stivale: ghiande, foglie e campane accompagnano il classico seme del cuore. Il mazzo tedesco è costituito da 36 carte, invece delle 40 delle carte spagnole.
Le carte da gioco siciliane hanno la peculiarità di essere più piccole e di avere disegni più semplici rispetto alle altre; sul 3 di denari è incisa la trinacria, una testa femminile con tre gambe incrociate, uno dei simboli della Sicilia.

Troviamo poi delle varianti meno famose, circoscritte a poche province: i mazzi di carte bresciani, trevigiani, sardi e trentini, talvolta composti da 52 carte e utilizzati per giochi tipici locali.

I mazzi di carte diffusi nel nostro paese si differenziano prevalentemente per le dimensioni e i disegni, sebbene ci siano anche molte somiglianze e affinità: per esempio, sia le carte napoletane che le siciliane hanno una donna al posto del fante, mentre le carte piacentine presentano disegni particolarmente raffinati, con le figure ritratte a mezzo busto.

Giochi di carte tradizionali (e non): i più amati

Sette e mezzo, briscola, scopa: chi non ha mai giocato, almeno una volta, a uno di questi giochi di carte?
Tra i giochi più apprezzati del nostro paese, sono una tradizione ancora viva, simbolo di un’Italia verace e popolare, quell’Italia che si ritrovava (e si ritrova) al bar o al circolo del paese per una partita a carte con gli amici o che riuniva la famiglia attorno a un tavolo durante le feste natalizie.

La scopa, ad esempio: gioco di origine incerte, forse proveniente dalla Spagna, ha come obiettivo principale “fare scopa”, ossia raccogliere tutte le carte presenti sul tavolo di gioco. Si può giocare in due o in squadre, tre carte alla volta.

La briscola, nell’immaginario collettivo, è il gioco di carte preferito delle persone più avanti con gli anni e si può giocare in due, in coppie di due, in tre o in quattro. Di origine francese (oppure olandese),  il termine che designa il gioco deriverebbe dalla parola brisque, che significa gallone.

Il sette e mezzo è un gioco tanto semplice quanto popolare: l’obiettivo è raggiungere e non superare il sette e mezzo con le carte a disposizione. Per certi versi è simile al Blackjack, gioco che a sua volta deriva dal vingt-et-un francese.

Ai giochi tradizionali, di recente si è aggiunto il successo di giochi come il poker Texas Hold’em, diventati popolari grazie agli eventi internazionali e alla “professionalizzazione” del giocatore di poker.

Dunque, i giochi di carte e i mazzi di carte tradizionali fanno parte della storia dell’Italia e della nostra regione e, insieme alla cucina tradizionale, alle feste, ai riti e agli eventi collettivi, offrono un interessante spaccato antropologico del nostro paese.

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