Comunali Ascoli. Piero Celani si candida ancora, è guerra aperta nel centrodestra

Ascoli Piceno 11 aprile.- Piero Celani si candida ancora a sindaco di Ascoli Piceno. Lo annuncia lui stesso su facebook. La notizia era nell’aria da tempo, ma l’ingresso in campo del giovane Marco Fioravanti ( 35 anni) aveva per qualche settimana sospeso le danze nel centrodestra. E fatto pensare che qualcuno alla fine,  tra l’ex sindaco e il candidato di Fratelli d’Italia – imposto sembra dai vertici nazionali della coalizione – si sarebbe ritirato.

Invece non solo Fioravanti non si è messo da parte, ma Celani nonostante la controversia sul simbolo di Forza Italia da poter utilizzare, è andato avanti per la sua strada forte di molte liste “civiche” e gruppi d’interesse che si sono già schierati con lui. “Credo che sia opportuno a questo punto – scrive il consigliere regionale –  diradare qualsiasi dubbio circa la mia partecipazione alla prossima competizione elettorale del 26 Maggio. Confermo ai tanti amici che in questi mesi mi hanno aiutato a redigere questo importante e stimolante progetto, che ha per solo fine il bene e lo sviluppo della nostra città, che mi candido a sindaco della nostra splendida Ascoli.”

A questo punto dunque, anche se nella partita entrerà Andrea Antonini per la Lega – magari a sostegno di uno dei due contendenti.. –  è guerra aperta nella coalizione di centrodestra, al potere ad Ascoli da 20 anni ininterrotti ( 10 Celani e 10 Castelli). Nonostante il contesto politico e culturale locale sia favorevole da sempre a questo schieramento, sarà interessante vedere ora come andrà a finire la sfida. Perché non solo i “leader” si sono divisi, ma anche gli ufficiali . A cominciare da ex assessori azzurri estromessi dal gioco grande come il vicesindaco uscente Donatella Ferretti  – che sarebbe pronta a fare una lista per appoggiare Fioravanti, o dal “forzista di ferro” come Gianni Silvestri che non sembra più guardare al passato. Un rimescolamento generale insomma che non garantisce certezze ad alcuno degli aspiranti sindaci della destra, moderata o estrema che sia, e ciò pur in presenza di un bacino elettorale di notevole consistenza ( il 60% quello di Castelli..) . Tanto che non solo gli addetti ai lavori ma anche la base popolare e cittadina sembrano disorientati da tanta confusione. Forse però  tutta questa apparente lotta fratricida è solo un modo per contarsi reciprocamente, in fase di primo turno. Per poi tornare uniti al secondo turno, in caso ci sia davvero un avversario esterno da battere.

 

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