Davigo e Monti : “Legalità è dare fastidio al Potere..”

Folignano (Ap).- “La legalità è dare fastidio al Potere”. Sorprende che una frase del genere sia stata pronunciata da un magistrato. Ma è quanto accaduto oggi a Folignano, nell’ambito di una bella giornata di convegni con gli studenti prima e poi con esperti e opinione pubblica, sui temi della mafia e della lotta alla corruzione e alla criminalità.

L’ha ripetuta anche nel pomeriggio il Procuratore della Repubblica di Ascoli Umberto Monti, parlando sul palco del Palarozzi insieme ad un personaggio che ha fatto la storia d’Italia ed è tra i più tenaci persecutori dei corrotti come Piercamillo Davigo, ex membro del Pool Mani Pulite di Milano, ora in pensione.

“In una democrazia il potere deve essere trasparente – ha spiegato Monti – e in questo senso occorre che le questioni di interesse generale devono essere discusse e conosciute dalla gente”.

A cominciare naturalmente da quelle più gravi, come i rapporti tra Stato e Mafia, le stragi del ’92, il processo per l’uccisione di Paolo Borsellino e i suoi depistaggi, i politici collusi con la criminalità organizzata arrivati anche a rivestire cariche di Governo.

Paolo Borsellino

“La recente sentenza del Borsellino quater è dirompente – ha affermato il Procuratore – ma se ne è parlato molto poco e le persone non lo sanno. Come si fa a non fare informazione su una vicenda che nei precedenti processi ha visto condannare all’ergastolo sette innocenti ? Anche se poi i calunniatori sono stati puniti questo caso dovrebbe farci indignare. Che dire poi del senatore trapanese D’Ali che divenne Sottosegretario al Ministero dell’Interno quando era sotto inchiesta, e che fece trasferire il questore di Trapani colpevole di aver fatto funzionare un azienda che era stata confiscata alla Mafia ?”

Da sx il questore Modeo, il sindaco Terrani, il presidente dell’Ordine degli avvocati Travaglini, il magistrato Frustaci

 

Insomma, Monti non ci ha girato attorno e ha accusato direttamente anche quei funzionari di Polizia che dopo le bombe del ’92-94 imbeccarono alcuni mafiosi e fecero pressioni sul pentito Scarantino per farlo autoaccusare dell’omicidio Borsellino pur essendo egli estraneo.

“La trattativa Stato-Mafia  ci fu e lo hanno ammesso anche gli stessi protagonisti del ROS dei carabinieri – ha ricordato inoltre il  Procuratore di Ascoli- ma nel processo essi sono stati riconosciuti solo di negligenza : nessun favoreggiamento dei criminali. Negli ultimi tempi sembra che su quelle vicende si voglia metterci una pietra sopra, e questo è molto sbagliato”.

Molti dei condannati per le stragi furono individuati grazie alle intercettazioni telefoniche. E su questo ha rincarato la dose l’ex magistrato Piercamillo Davigo, apparso ancora molto arguto ed anche simpatico, con battute e aneddoti  tratte dalla sua esperienza professionale che sono piaciuti alla ridotta ma qualificata platea presente a Folignano.

“Il Ministro della Giustizia afferma che in Italia si fanno molte più intercettazioni che in Francia o in Germania : ma questo non è vero. E in Italia poi esse devono essere tutte autorizzate dalla magistratura, comprese quelle dei servizi segreti : cosa questa che non esiste negli altri Paesi. Ma lo sappiamo che Ilda Bocassini individuò gli esecutori della strage di Capaci ( assassinio del giudice Falcone) incrociando i dati emersi dalle intercettazioni telefoniche ? Se un organizzazione criminale nata 150 anni fa fosse stata solo un sodalizio malavitoso sarebbe stata spazzata via da tempo : se questo non è accaduto è perchè i legami esterni sono molti e codici e leggi spesso non favoriscono il lavoro della giustizia”.

Marco Traini

 

Nella foto : Monti e Davigo

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