Ecomafie e reati ambientali in crescita nelle Marche . Giovedi 21 incontro a Senigallia

Senigallia (Ancona ) 20 marzo.- Continuano a crescere gli illeciti ambientali e il fatturato delle attività criminali contro l’ambiente in Italia, e nella nostra regione. Se infatti nel 2016 le infrazioni accertate erano 700, nel 2017 sono salite a 845. Ma le Marche, con il 2,8% delle infrazioni sul totale nazionale, si posizionano al tredicesimo posto nella classifica delle illegalità ambientali con 986 denunce, 187 i sequestri e 2 arresti.
Stando almeno ai primi numeri del Rapporto Ecomafia di Legambiente 2018, che verrà presentato domani in occasione della XXIV Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafie nel corso dell’evento “Orizzonti di giustizia sociale – passaggio a nord est”, previsto alle ore 15 presso la Sala Mediateca della Biblioteca comunale di Senigallia (Ancona). Il Rapporto di Legambiente mette in evidenza i seguenti temi:

REATI CONTRO LA BIODIVERSITÀ
Complessivamente sono 342 i reati contro la biodiversità nella nostra regione, che collocano le Marche all’8° posto nella classifica. A spiccare, in particolare, sono i dati relativi ai reati contro la fauna di mare, un business accumulato tra commercio di animali vivi o morti, oggetto di cattura a fini alimentari o allevatoriali o ornamentali, con 247 infrazioni accertate, il 5,5% sul totale a livello nazionale, di cui 128 solo in provincia di Ascoli Piceno. Non va meglio per quanto riguarda le infrazioni contro la fauna “sulla terraferma”, che collocano le Marche al 12° posto con 95 reati accertati, di cui45 solo nella provincia di Ancona.

CICLO DEI RIFIUTI e DEL CEMENTO
Per quanto riguarda il ciclo illegale dei rifiuti, sono 193 le infrazioni accertate, 211 le denunce e 71 i sequestri, che valgono alla nostra regione il 14° posto nella classifica. Nella provincia di Ancona, in particolare, nel 2017 sono state accertate ben 62 infrazioni. Tra le tipologie di rifiuti predilette dai trafficanti troviamo i fanghi industriali, le polveri di abbattimento fumi, i Raee, i materiali plastici, gli scarti metallici (ferrosi e non), carta e cartone. A ciò va aggiunto il fenomeno degli incendi dolosi o colposi, che nel 2017 nelle Marche sono stati 37, il più delle volte divampati proprio presso impianti di gestione e trattamento dei rifiuti. Guardando, invece, al ciclo del cemento, sono 93 le infrazioni accertate, pari al 2,4% del totale nazionale.

ARCHEOMAFIA
Accanto a un settore economico che “tira” come quello artistico, c’è il corrispettivo settore dell’ecomafia, che, come un’ombra, trova spazio nelle pieghe degli scambi ufficiali, ha clienti affezionati, e, a sua volta, produce ottimi affari per chi sceglie di muoversi nel solco dell’illegalità. Nelle Marche sono stati 10 i furti di opere d’arte accertati nel 2017, pari all’1,4% del totale nazionale. Numeri non di certo allarmanti, ma che sottolineano quanto la nostra regione non sia immune dal grave fenomeno del saccheggio del patrimonio artistico.

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