Forse parte la bonifica ex Carbon di Ascoli, sbloccati 7 milioni. In arrivo il generale Valdalà

Ascoli Piceno 15 marzo – “Manca solo la firma del Premier Conte affinché il generale Giuseppe Vadalà possa assumere l’incarico di Commissario per la gestione dei fondi ministeriali destinati alla bonifica della vasca di prima pioggia nell’area ex Sgl Carbon di Ascoli Piceno”.
Lo rende noto il senatore Paolo Arrigoni, Responsabile della Lega Marche oltre che componente della Commissione Ambiente, che il 21 febbraio scorso a Palazzo Madama ha organizzato un incontro tra i massimi vertici tecnici del Ministero dell’Ambiente e alcuni rappresentanti della Restart, la società proprietaria dell’area industriale alla periferia della città.
“L’incontro – continua Arrigoni – si è concluso con lo sblocco di oltre 7 milioni di euro per la messa in sicurezza dell’area e l’impegno da parte del Ministero a proporre un Commissario per la loro gestione. La proprietà ha invece garantito, in tempi brevi, di voler dar seguito alla recente convenzione con il Comune di Ascoli Piceno che prevede la riqualificazione urbanistica dell’area a seguito sua bonifica”.
Sia Arrigoni che il responsabile provinciale della Lega di Ascoli, Andrea Antonini, rivendicano al Carroccio lo sblocco di una situazione che era ferma da anni, “nonostante – dicono – l’evidente pericolosità ambientale del sito. Malgrado i proclami del PD e della vicepresidente regionale Anna Casini, sappiamo che la Regione Marche aveva rispedito da diversi mesi i fondi al Ministero, che giacevano quindi inutilizzati!”
Vedremo se nei prossimi mesi, con l’arrivo del Commissario per la Carbono e con l’erogazione dei primi soldi veri ( ma il costo totale dell’operazione è stimato intorno ai 40 milioni ) la vicenda dell’area più inquinata della città possa avviarsi a soluzione. Portando a quella riqualificazione di una zona di fatto urbana di 27 ettari che tutti, cittadini, imprese e forze sociali auspicano da anni. Nei progetti un polo tecnologico, un parco ed anche la realizzazione di nuovi complessi edilizi che non piacciono a Legambiente ( che però si è espressa a favore della nomina di Valdalà) e ad altre realtà politiche e civili, e che tuttavia sono la maggiore spinta economica all’attivazione della bonifica e alla rinascita dell’ex area industriale, a ridosso del fiume Tronto.

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