Italia Nostra : “Cosi si rilancia il centro storico di Ascoli “

Da Gaetano Rinaldi, presidente della sezione di Ascoli di Italia Nostra riceviamo e volentieri pubblichiamo :

Ascoli.- “La¬† complessit√† del Dossier elaborato per la Candidatura di Ascoli quale Capitale della Cultura per il 2024 richiede una attenta¬†¬† lettura per individuare lo spirito informatore delle numerose e interessanti proposte formulate, che, pur nella loro sostanziale eterogeneit√†, appaiono per lo pi√Ļ¬† volte a privilegiare l‚Äôattivit√† promozionale di tutto il territorio, compreso quello marginale delle aree interne e montane, intenzione ben evidenziata dalla intestazione ¬†data al dossier ‚Äú La Cultura muove le Montagne ‚Äú.

E rientra certamente in questa prospettiva anche il  coinvolgimento di tutte le comunità ed amministrazioni del territorio provinciale.

Dalla lettura del Dossier ¬†appare evidente l‚Äôintenzione della ¬†¬†valorizzazione delle risorse esistenti con la promozione della conoscenza¬† resa pi√Ļ accessibile ed immediata utilizzando gli strumenti atti a creare un ‚Äú ecosistema innovativo¬† in cui la realt√† fisica e quella digitale interagiscano per creare valore aggiunto in modo da proiettare il territorio sullo scenario global , attraverso la trasformazione digitale ¬†culturale in grado di attrarre e promuovere processi di ¬†fruizione integrata‚ÄĚ.

Ma non è certo che queste scelte , pur valide, possano esser sufficienti ad avviare un processo propulsivo di sviluppo in grado di interrompere la deprivazione demografica, sociale ed economica che da tempo sta impoverendo insieme alle aree interne anche il centro storico della nostra splendida città.

 -Le proposte di Renzo Piano per la rivitalizzazione dei Centri Storici e delle aree marginali.

¬†¬†¬† Questo fenomeno, che peraltro condiziona anche citt√† ben pi√Ļ importanti come Roma, Venezia , Firenze e Parigi, va contrastato, come sostiene l‚ÄôArch. Renzo Piano, ¬†riportando in centro ‚Äú chi ama la musica, i libri, la pittura, costruendo auditorium, centri di ricerca, musei , il lavoro, l‚Äôartigianato, la scienza, i mestieri d‚Äôarte ‚Äú.

Insomma la rivitalizzazione delle aree interne e dei centri storici pu√≤ avvenire non limitandosi alla promozione dei luoghi¬† con¬† strumenti pi√Ļ moderni, bens√¨ rienpendoli di attivit√† che favoriscano la presenza fisica delle persone ¬†invogliate a trattenersi per pi√Ļ tempo nel territorio e a non¬† limitarsi a ¬†forme di sterile veloce escursionismo.

Analizzando le varie proposte formulate nel Dossier, deve riconoscersi che una parte di queste va esattamente nella direzione sopra indicata.  Si tratta quindi di privilegiare nelle scelte  da effettuare quelle che permettano  la realizzazione di strutture, botteghe, laboratori che si pongano come un’attrattiva per soggetti dotati di attitudini creative favorendone la permanenza prolungata nel territorio, onde creare le condizioni per la creazione di nuovi posti di lavoro per  interrompere il fenomeno di progressiva deprivazione demografica, economica  e sociale evitando così che diventi realtà la previsione infausta del calo di circa 15 abitanti nella nostra città e della completa desertificazione delle aree interne.

 

РLe proposte già formulate dalla Sezione Italia Nostra di Ascoli Piceno e ciò che occorre fare per avviare un solido processo di rivitalizzazione del Centro Storico della Città e della aree marginali .

 

Senza  volere ricordare le nostre proposte per la realizzazione di innovativi Centri di Produzione Culturale , per certi aspetti forse troppo avveniristici,  nell’area  di San Pietro in Castello, nel Teatro  Filarmonici, nello spettacolare Palazzo Sgariglia, per cui sono state fatte scelte che , bisogna riconoscere,  poco hanno inciso sulla processo di rivitalizzazione della città,  occorre segnalare nel Dossier  gli interventi che mirano effettivamente al conseguimento di obiettivi nel senso da noi suggerito e di quanto indicato come necessario da Renzo Piano per rivitalizzare  i centri storici e le aree marginali.

Occorre citare, in particolare, la progettualit√† del cosiddetto Distretto Culturale Evoluto per la creazione di Centri di Alta Formazione mediante l‚Äôattivazione di laboratori di innovazione a base culturale; la realizzazione della Casa dei Maestri da ¬†far diventare un struttura permanente magari utilizzando alcune delle tante chiese chiuse al culto ( tanto per fare un esempio la Chiesa di San Giuliano utilizzata impropriamente quale deposito di mobili o quella di San Salvatore di Sotto restaurata e poi lasciata nel pi√Ļ completo abbandono e degrado)¬† dove maestri¬† organizzino corsi residenziali per le attivit√† di loro competenza( fotografia, poesia, agricoltura di qualit√†, architettura, filosofia, scultura, musica, ebanisteria ¬†etc. etc. ) ; ¬†la realizzazione della Fabbrica del Cinema con il coinvolgimento del regista Giuseppe Piccioni, della Maestra Ada Gentile, del fondamentale Istituto ¬†Musicale G. Spontini ; la creazione dell‚ÄôOrchestra Sinfonica Giovanile, sulla falsariga di quanto realizzato in Venezuela con il cosiddetto metodo Abreu , prevedendo in pari tempo l‚Äôorganizzazione stabile di un Festival delle Orchestre Sinfoniche Giovanili ¬†da far esibire nelle spettacolari Piazze¬† del territorio Piceno( Piazza del Popolo di Ascoli, la Piazza di Offida e quella di Fermo) ¬†oltre che ¬†nella fantastica Cava Giuliani di Colle San Marco, dotata di un‚Äôacustica eccezionale ¬†e¬† la realizzazione di un Centro di Alta Formazione Musicale( studiando la possibilit√† di istituire, nelle modalit√† da individuare, un Conservatorio Musicale non tradizionale) facendo di Ascoli una vera e propria Citt√† della Musica con ¬†il coinvolgimento dell ‚ÄėIst. Musicale G. Spontini , dell‚ÄôAss. Ascoli Piceno Festival, della Societ√† ¬†Filarmonica Ascolana, del Coro Ventidio Basso e di tutte le scuole musicali presenti nel territorio comprese le tradizionali bande musicali di cui andranno favorite un‚Äôassidua ¬†preparazione e ¬†una continua ¬†esibizione.

 

Una funzione produttiva per il Palazzo Saladini Pilastri.

 

Un ultimo accenno va fatto al prestigioso Palazzo Saladini Pilastri. Nulla da obiettare naturalmente sul ¬†valore sociale dell‚Äôintenzione di destinare il grandioso edificio ad attivit√† di carattere sociale e del terzo settore ( Centro Direzionale del Terzo Settore, Polo Sanitario Solidale, Residenze ‚ÄúDopo di Noi‚ÄĚ, Albergo e Ristorante Etico, Sede dei ¬†Servizi Sociali Comunali). Ma √® da chiedersi : questa destinazione in quali termini e modi potrebbe contribuire a creare nuove opportunit√† di lavoro e favorire la presenza nella citt√† di un numero enorme di visitatori in forma residenziale ? Non si potrebbe utilizzare per queste funzioni un edificio magari meno spettacolare come il contiguo vecchio Distretto Militare ?

Per quanto ci riguarda √® solida la convinzione che la realizzazione nel Palazzo Saladini Pilastri di Un Centro di Lingua e Cultura Italiana( una sorta di Universit√† per Stranieri come quelle operanti a Perugia e Siena) ¬†riservata ai cittadini ¬†di origine italiana sparsi nel mondo ( oltre 65 milioni) meglio contribuirebbe a dare una risposta alla esigenza di creare nuova occupazione e a rivitalizzare la citt√†. ¬†Naturalmente una parte dell‚Äôedificio potrebbe essere benissimo¬† ¬†utilizzato come sede di ¬†un ristorante e di ¬†un albergo etico fruibile dal tanti sicuri fruitori dei corsi residenziali¬† di lingua e cultura¬† italiana .”

Nella foto : la desolazione di Corso Mazzini

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