L’amore e le voci di donne “senza filtro”

Osimo (An).-Tre linguaggi, un’unica indole: una straordinaria vitalitĂ , l’adesione irrinunciabile a se stessi. Poesia, narrativa e arte schiudono un universo in cui gli schermi e le veritĂ  dei gesti della femminilitĂ  si nutrono di un viscerale ed accorato inno all’amore e superano lo spessore fasullo della confezione per aspirare a un’autenticitĂ  al contempo sensuale ed ineffabile.

Sono i contenuti del primo format letterario-visivo in tre atti in grado di accogliere prosa, lirica e vitale provocazione artistica. “A nudo. Voci di donne senza filtro” è una “tela d’autore” dai colori vivissimi che racconta un genere e i suoi innumerevoli  volti oltre gli stereotipi e i pregiudizi d’ogni epoca. L’originale book-talk  prossimamente  in tour nelle Marche, sarà  di scena il 12  (alla libreria La Fonderia- Mondadori Point in Via San Francesco ad  Osimo)  e il  25 giugno (alla Libreria Caffè Passepartout, nel piazzale  Patrizi di   Recanati)  e comprende  la presentazione del romanzo “Potevi dirmelo prima” (Girardi Editore)  una storia di mutazioni,  incursioni delusioni  e slanci con al centro la coscienza di un amore meditatamente incosciente, ideata dall’autrice, Elisabetta Pieragostini alla prima, intensa, opera.

La voce lirica di questo suggestivo trittico (Alogenuri d’Argento, Arcipelago Itaca Editore), possiede il tono d’una malinconia asciutta e priva d’enfasi che si rapprende nei versi densi, limpidi ed essenziali della poetessa Marina Baldoni, giĂ  vincitrice, nel 2018, del concorso “Poesia Immaginata” spin off del Premio Letterario Nazionale Paolo Volponi”. L’itinerario si compie, infine, muovendosi, quasi senza soluzione di continuitĂ , dalla parola all’immagine, grazie all’artista Gaia Benedetti Perinetti Casoni, creative director e art director di fama nazionale, che ha deciso di esporre, per l’occasione, una selezione dei suoi scatti. Si tratta della proiezione del progetto “Marezzo” reportage fotografico di un’evoluzione intima e personale che s’incarna nelle sessioni performative di quattro donne in dialogo con le quattro fasi lunari. Ogni atto è privato e collettivo al contempo. Ciò che rigenera “resta” e “diparte” in tensione spirale nell’acrobazia evolutiva.

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