Lavoratrici pulizie scuole a rischio licenziamento (82) . Appello Cgil ai parlamentari piceni

Ascoli Piceno 20 novembre.- Ottantadue addetti alle pulizie delle scuole rischiano di nuovo di essere licenziati. E questo nonostante la Legge di Bilancio 2018 ne stabiliva l’assunzione da parte dello Stato, entro il 1 gennaio 2020. Lo denuncia la Filcams Cgil Ascoli Piceno, che ha scritto una lettera per segnalare la precarissima situazione di queste lavoratrici – 79 su 82 sono donne, e con un età avanzata – ai parlamentari piceni Roberto Cataldi e Rachele Silvestri del Movimento 5Stelle, e Giorgia Latini della Lega. Perché sta accadendo tutto questo ? Per questioni burocratiche e procedurali.

“Nella legge di Bilancio del 2018 – ricorda Luana Agostini della Filcams Cigl – è stata avviata l’internalizzazione per 11263 lavoratori che terminerà con l’assunzione in ruolo il 1 Gennaio 2020 in base all’art- 1 comma 760 legge 145/2018. Il 13 Novembre 2019 poi,  il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), riunito in seduta plenaria ha dato parere favorevole in merito allo schema di decreto interministeriale, che dovrà definire modalità e termini di partecipazione alla procedura di assunzione, non ancora definita: ma a tutt’oggi deve ancora essere pubblicata il bando di assunzione. Nel frattempo – prosegue la Agostini – le aziende titolari di appalti delle pulizie nelle nostre scuole hanno aperto le procedure di licenziamento collettivo.”

Naturalmente la preoccupazione del sindacato è  che, visti i tempi strettissimi, ci si trovi di fronte ad  un nuovo nulla di fatto. Una situazione drammatica e parodossale anche, perché dopo un ventennio di precarietà assoluta, queste lavoratrici finalmente vedevano la possibilità di essere stabilizzate, senza appalti alle grandi cooperative con ripercussioni spesso pesanti sul salario e l’orario di lavoro. Ma evidentemente, l’importante novità dell’ultimo anno non è gradita a qualcuno. E tutto resta ancora, tanto per cambiare, precario e senza certezze.

La Filcams Cgil di Ascoli chiede perciò un incontro ai parlamentari piceni affinchè si raggiunga una “positiva conclusione della vertenza”.

 

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