Quando il Campionissimo incontrò l’Anconetano, un libro sull’ultimo Coppi

Ancona 9 dicembre.- C’è l’intuizione di un marchigiano sempre all’avanguardia come Alceo Moretti dietro le ultime battute della carriera di Fausto Coppi, il Campionissimo, il grande ciclista che fece la storia dello sport e della rinascita italiana nel Dopoguerra. L’atleta che seppe vincere 5 Giri d’Italia ( prima e dopo il conflitto ),  2 Tour de France, un campionato del mondo, tre Milano-Sanremo, una Parigi-Roubaix e tantissimo altro ( record dell’ora nel 1942). Le sue gesta, almeno quelle dell’ultimo periodo sono raccontate nel libro scritto dal giornalista Marco Pastonesi, “Coppi ultimo”.

Dove l’aggettivo non parla di posizionamento in classifica o nel cuore dei tifosi. La presentazione giovedì 12 dicembre alle 18 alla sala convegni del Coni (presso Pala Prometeo Estra) di Ancona, alla presenza dell’autore, affiancato dal presidente del Coni Marche Fabio Luna, Lino Secchi, presidente Federciclismo Marche, Andrea Carloni, presidente regionale dell’Unione Stampa Sportiva Italiana e il giornalista e scrittore Rai Giancarlo Trapanese.

Ma cosa c’entra Moretti e perché, nei capitoli che lo riguardano, viene descritto come un “genio marchigiano” ? Ad Alceo Moretti si deve l’idea di investire il budget pubblicitario dell’azienda della quale era direttore commerciale – la Tricofilina – su una squadra ciclistica da far capitanare a Fausto Coppi. Correva l’anno 1959. Il Campionissimo, ormai arrivato sulla soglia dei 40 anni, era rimasto senza squadra. Moretti, capendo che invece Coppi era ancora molto amato dalla gente, punta tutto su quella che poi diventerà la Tricofilina Coppi. Moretti patron, Coppi caposquadra. Il libro racconta l’ultimo anno di gare. Fatto di poche soddisfazioni sportive in termini di risultati ma di un immutato amore per un personaggio destinato a diventare leggenda.

 

 

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