Ricostruzione ferma. Fioravanti fa appello a Sassoli (UE) per deroghe alla concorrenza

Ascoli Piceno 15 ottobre.-  Il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti ha inviato un appello per ottenere la deroga alla legge sulla concorrenza dell’Unione Europea al Presidente del Parlamento europeo David Maria Sassoli, ai Presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria comprese nel cratere sismico, e al Presidente dell’Anci nazionale.

Un’azione che il primo cittadino del capoluogo piceno ha ritenuto indispensabile perché – si legge in una nota – “ sebbene in molti si stiano adoperando per cercare strumenti giuridico-amministrativi per superare le lungaggini burocratiche che avvinghiano la ricostruzione post sisma, in realtà le Amministrazioni pubbliche, i professionisti, le imprese e cittadini sono alle prese con 84 ordinanze post terremoto (l’85esima è bloccata alla Corte dei Conti), delle quali la n. 4 e la n. 8 sono relative ai danni lievi, la n. 19 ai danni gravi e la n. 13 ai danni che hanno colpito le imprese.

Si comprenderà quindi – continua Fioravanti- che occorre un upgrade giuridico sovranazionale, l’unico che a questo punto può liberare da queste catene, da un “terremoto” burocratico che rischia di affondare l’auspicata rinascita dei Comuni annichiliti dal sisma, dai silenzi assordanti dei centri storici delle aree interne che vivono uno spopolamento che negli anni viene studiato dall’Università Politecnica delle Marche nella sua fisiologia e nelle cause, ma che il terremoto ha reso critico e se non s’intervenisse subito, forse irreversibile.”

Il sindaco di Ascoli chiede in sostanza, non solo una deroga, ma come ricorda lui stesso “una legge quadro per ogni situazione di grave emergenza, che potrà essere applicata in ogni Nazione dell’Unione europea suffragando nella pratica il Diritto Comunitario”. Superando in pratica lo stesso decreto sisma da molte forze politiche auspicato, sul territorio – di destra e di sinistra – ma mai ancora approvato in Parlamento. L’appello di Fioravanti è  sicuramente meritorio, e va nella direzione giusta di una semplificazione diventata ormai più che urgente, nei comuni terremotati.

E’ tuttavia curioso il fatto che l’esponente di Fratelli d’Italia, così come la Lega, hanno sempre stigmatizzato il comportamento dell’Unione Europea nei confronti del nostro Paese,  in tema di migranti, austerità di bilancio, rispetto dei parametri. Ed ora però chiedono al Parlamento europeo – sebbene al suo nuovo presidente italiano, del Pd – di intervenire per sbloccare la situazione che noi stessi, italiani non riusciamo a sbloccare..

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