Terremoto, 4800 pratiche ancora ferme negli Uffici ricostruzione

Macerata 31 luglio.- La ricostruzione post-sisma ancora a rilento. Tanto più nelle Marche, che 4 anni fa è stata la regione più colpita dalle scosse di agosto e ottobre. Al momento sono 4800 le pratiche che giacciono negli Uffici Speciali del territorio, in attesa di essere valutate.

E quanto ai danni pesanti causati dal terremoto, solo l’1% ha un Sal (Stato di avanzamento dei lavori). E’ quanto emerso da un incontro a Macerata organizzato dalla Confartigianato e dagli ordine professionali dei tecnici, al quale ha partecipato Cesare Spuri, direttore dell’USR regionale insieme a due dirigenti del settore.

“Ai  problemi ormai noti alle imprese – ha dichiarato la Cgia , presente con Paolo Berrè – come i ritardi nei pagamenti e le lunghe attese per avere il decreto di approvazione, si aggiungono quelli relativi alla quota del subappalto, che il Codice dei Contratti pubblici indica al 30%, successivamente modificato dal DL “sblocca cantieri” al 40%, ma non sempre tenuto in considerazione dall’USR. “

Spuri ha replicato affermando,  in merito alla normativa per la ricostruzione  che “a valere sono le Ordinanze del Commissario, il DL 189/2016 e successive modificazioni e non necessariamente si deve tener conto del Codice dei Contratti Pubblici.”

Quanto alle molte pratiche ancora da esaminare, il direttore dell’USR ha spiegato : “Burocrazia e poco personale, sono i limiti . Ora con l’ultimo concorso l’Ufficio sarà notevolmente rinforzato, ma occorre formare i tanti nuovi assunti, quindi non si prevede una velocizzazione immediata”.

L’auspicio di Confartigianato, tecnici e residenti è che con le 560 assunzioni previste nei Comuni interessati dal sisma, possano essere messe in campo procedure più snelle e rapide, in modo da accellerare le opere di ricostruzione in tutto il cratere.

 

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