Uccise la zia a coltellate, ma viene assolto dal Gup di Ascoli. Era incapace di intendere e volere

Virgilio Cataldi uccise la zia con due coltellate al collo, ma non verrà processato perché al momento dell’omicidio era incapace di intendere e volere. Lo ha stabilito oggi il gup del tribunale di Ascoli Piceno,Rita De Angelis, nell’udienza preliminare a carico del 41enne che ferì mortalmente la sua parente, Irma Giorgi , 70 anni, in un raptus di follia avvenuto  il 16 settembre del 2017 nella casa di famiglia di Fonte di Campo. Fondamentale nella decisione del giudice è stata la perizia psichiatrica redatta da Marco Quercia, responsabile del Servizio dipendenze patologiche dell’Asur di Ascoli. Cataldi, che all’epoca dei fatti disse ai carabinieri che l’aggressione gli era stata “ordinata da Santa Rita”, rimarrà ricoverato in una struttura sanitaria protetta, alternativa al carcere per due anni. Il 41enne, che viveva con i genitori, era già da anni “in cura” presso il Centro di salute mentale dell’Azienda sanitaria. Dopo il suo fermo per il delitto, era stato dichiarato “socialmente pericoloso”.

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